TORA! TORA!
Fico!Uno del servizio di sicurezza m'ha pure offerto un panino e una bustina di mozzarelle(che è esplosa),ho conosciuto quello ciabbotto dei linea 77(e ho l'autografo sulla borsa)il cantante dei matriosca e mamma e figli di uno degli africa unite.Grande!
RACCONTO DI UN'ADDIO (prologo di una morte)
E poi il 5 febbraio sorse un muro alle mie spalle.Avevo la febbre da un pò di giorni e 15 anni da poco compiuti, quel pomeriggio c'era solo mio fratello e non mi parlava.Ricordo che nevicava, una neve leggera e bagnata che mi si impigliava ai capelli e si scioglieva in un attimo sul viso bollente.Sono uscita scalza calpestando quel velo di neve che ricopriva l'erba ghiacciata e il fango indurito, ho cercato dove mai fosse il mio cane, ma lo sapevo, era disteso nel sottoscala.Mi accovacciai fuori, dimenticandomi della neve e del pigiama, che tanto anche se mi bagnavo non importava.Appena mi vide mosse la coda, solo la punta, che tutto il resto era immobile.Lo guardai in quegl'occhi più profondi di me, guardai me stessa riflessa in quei pozzi nocciola, uno sguardo caldo che nessun umano ha mai avuto.E aveva quello sguardo dolce da lupo che cullava tutti i miei pensieri, quella pelliccia bianca sempre tiepida e un pò ruvida.Mi chinai sul muso e mi appoggiai piano, con la guancia contro il pelo e le braccia intorno alla testa .E come sempre aveva chiuso gli occhi e sbuffato un pò annoiato.Rimasi sotto la neve a sentire il rumore del respiro, a raccogliere briciole di sensazioni tattili sul pelo bianco, a ricordare e registrare la calma e l'immensità di quei secondi.
COPERTE ROSSE
Mi manca la tenerezza dei pomeriggi invernali.Passare il tempo persa nell'odore calmo dell'incenso, respirare piano l'aria calda attraverso un maglione.Perdere ore a contare tutte le lacrime della pioggia che scivolano sul vetro della mia finestra.Aprire la finestra di notte e sentire un alito freddo che ti invade i polmoni, odore di foglie morte e terra bagnata.Sono un capricorno.
NECESSITA'
Non ha senso quello che facciamo.Io e Andrea ce ne andiamo un pò a taggare tra hotel mal sorvegliati e posti vari.Perdo la punta.Vernice rossa, troppo poca.Troppo da scrivere.Troppe cose per cui piangere.Affanculo tutti.Questo mare è rosso sangue, e il vento mi dissolve.
ROOM ONE O ONE
Nessun mio amico conosce la mia più grande paura..è confortante sapere che nessuno mi rinchiuderà mai nella mia stanza 101.eppure sono delusa.
mettete l'indirizzo del vostro blog nel nick name se vi va di farlo
STONES
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhh ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh.. un grido sempre più acuto si disperde nel vuoto.Sono una pietra, sono una pietrolina, lì, sul vialetto che passa dietro la stazione, sono un ciottolo che saltella da mani a chitarre e gambe, sono un sassolino che rotola via.C'è un muro, dopo il muro un cancello...