Piano, non spegnere la luce. Affondo il viso tra le mani, raccolgo il respiro nell'odore caldo d'olio alla cannella. Sento le ossa staccarsi dalla schiena seguendo il ricordo della tua lingua di ieri, ho ancora in bocca il sapore amaro del cioccolato che hai fumato prima di entrare, e le tue parole, solo quelle :
Allora rivestiti
- Allora rivestiti - come se la mia pelle non dovesse più appartenerti, come se il mio corpo non potesse più scaldarsi contro il tuo - allora rivestiti - come se la carne che ho attorno allo ossa ti facesse schifo, o meglio quello che c'è dentro - allora rivestiti - che stanotte non ho chiuso le persiane, almeno guardavo fuori il vento e no penso a quanto orrendo sia il contatto con le lenzuola - allora rivestiti -
Va bene, vaffanculo, allora mi rivesto, mi stringo addosso i vestiti e chiudo gli occhi, così non ti sento infilare il maglione, accendere l'ennesima sigaretta e andare via sbattendo la porta.
Ecco di nuovo la storia (la stessa): O.K. Scopo coi giorni a venire ma non vengo mai Volo in un mare di stelle che sono i miei GUAI Della gravita' non mi ricordo piu' Se non mi tiri giu' tu in volo resterei Cercami di piu' e poi vedremo se in due c'e' piu' tempo per ridere o per piangere Questa e' la storia di me che non vengo mai Parla di me e di una serie di difficolta' Ridistribuite a una parte di societa' Introducimi come piace a me E' proprio quello che a me non riesce di fare Introducimi come non piace a te E' proprio quello che a te non riesce di fare Hey, penso che quanto detto e' vero (rispetto massimo per me) Hey, penso che quanto detto e' raro (rispetto massimo per me) Hey, penso che quanto detto e' puro (rispetto massimo per me)