Luglio è quasi finito, l'estate è quasi finita e io non ho ancora visto il mare, e per di più non mi pesa! E i giorni passano, la mia pelle diventa più bianca, i costumi invecchiano mai usati e il mio corpo supplica mare. Vaffanculo.
Che diremo stanotte all'amico che dorme? La parola più tenue ci sale alle labbra dalla pena più atroce. Guarderemo l'amico, le sue inutili labbra che non dicono nulla, parleremo sommesso. La notte avrà il volto dell'antico dolore che riemerge ogni sera impassibile e vivo. Il remoto silenzio soffrirà come un'anima, muto, nel buio. Parleremo alla notte che fiata sommessa. Udiremo gli istanti stillare nel buio al di là delle cose, nell'ansia dell'alba, che verrà d'improvviso incidendo le cose contro il morto silenzio. L'inutile luce svelerà il volto assorto del giorno. Gli istanti taceranno. E le cose parleranno sommesso.
Muoiono tre persone per festeggiare il calcio italiano, lo stesso tutto miliardario e corrotto, e la gente continua a festeggiare senza chiedersi mai niente, ma cos'è che non vi funziona in testa?